Bolla del pesco 500 ml
Materie prime di origine vegetale.
Ideale per combattere bolla del pesco, oidio, ticchiolatura, peronospora e altre malattie fungine.
Ammesso in agricoltura biologica.
Sostanze di base ad azione fungicida.
BOLLA DEL PESCO è una miscela di due sostanze di base, l’Estratto di Equiseto e la Lecitina, con prevalente azione FUNGICIDA. La sinergia tra Estratto di Equiseto e Lecitina agisce prevenendo la diffusione del fungo, danneggiando le sue cellule e proteggendo le piante in modo naturale e sicuro.
Si applica sulle foglie e svolge un’azione preventiva contro un ampio spettro di malattie fungine (bolla del pesco, peronospora, oidio, ticchiolatura) che colpiscono piante ornamentali e piante edibili, come orticole e frutticole. Prodotto di origine vegetale previsto dall’allegato I parte 1 del Reg. (UE) 2021/1165 che ne autorizza l’utilizzo nelle produzioni agricole biologiche.
LA BOLLA DEL PESCO:
Taphrina deformans conosciuto comunemente con il nome bolla del pesco è un fungo della classe degli Ascomiceti. Nel nord Italia trova le condizioni climatiche ideali per proliferare, ma è molto diffuso in tutte le regioni italiane. I danni provocati risultano irreversibili compromettendo in maniera sensibile la produzione di frutti e, nei casi più gravi, quella degli anni successivi. Colpisce principalmente gli organi verdi della pianta, come foglie e germogli. Individuare l’attacco del fungo risulta facile data la caratteristica deformazione di foglie e frutti. Le foglie si presentano come ammassi accartocciati, con il tipico aspetto carnoso ed evidenti alterazioni cromatiche, variabili dal giallo al rosso intenso. I germogli vengono attaccati dal fungo nel momento della prima apertura delle gemme ed ad apertura ultimata risultano già deformati. I germogli colpiti dalla bolla del pesco, arrestano il loro sviluppo e gradualmente si disseccano nei mesi successivi.
LA LECITINA:
La lecitina, una sostanza di base naturale utilizzata come fungicida, agisce principalmente sulla membrana cellulare dei funghi patogeni. È un fosfolipide che, applicato sulle piante, interferisce con l’integrità delle cellule fungine.
Come agisce:
1. Disgregazione delle membrane cellulari. La lecitina, grazie alla sua struttura fosfolipidica, si inserisce nelle membrane cellulari dei funghi. Questo provoca una destabilizzazione e disgregazione della membrana, compromettendo l’omeostasi della cellula fungina. Di conseguenza, la cellula fungina non riesce a mantenere la sua integrità strutturale, rendendo impossibile la sua proliferazione.
2. Effetto barriera. Una volta applicata sulle superfici vegetali, la lecitina crea un sottile film protettivo. Questo film agisce come una barriera fisica, riducendo l’insediamento dei patogeni fungini. In questo modo, si limita la possibilità che le spore fungine germoglino e penetrino nei tessuti della pianta.
3. Attività indiretta. La lecitina può anche promuovere la resistenza della pianta, stimolando una risposta di difesa naturale. Questo effetto, detto induzione di resistenza, rafforza i meccanismi di difesa della pianta contro attacchi successiviL’ESTRATTO D’EQUISETO
L’estratto di equiseto, noto anche come Equisetum arvense o coda cavallina, è un rimedio naturale utilizzato per combattere le malattie fungine delle piante. Il suo meccanismo di azione si basa sulla presenza di silice e di altre sostanze benefiche che rinforzano le difese delle piante.
Come agisce:
Il silicio presente nell’estratto di equiseto viene assorbito dalle radici o dalle superfici fogliari della pianta e si accumula nelle pareti cellulari. Questo processo rende le cellule vegetali più robuste e resistenti. Le pareti cellulari più forti creano una barriera fisica che rende più difficile per i funghi penetrare nei tessuti vegetali. Di fatto, i funghi patogeni, per poter infettare la pianta, devono entrare nelle cellule; il silicio rallenta o impedisce questo processo.
Una volta assorbito, il silicio viene depositato nei tessuti della pianta sotto forma di fitoliti (piccole particelle di silice cristallina). Questi fitoliti si accumulano nelle foglie, nei fusti e nei tessuti esterni, formando una sorta di scudo meccanico contro gli attacchi patogeni. Questa barriera naturale non solo impedisce fisicamente l’ingresso dei funghi, ma rende anche i tessuti meno appetibili per gli insetti e altri parassiti.
Molti funghi patogeni attaccano la pianta penetrando attraverso le cuticole delle foglie o degli steli, utilizzando enzimi che degradano le pareti cellulari (come le pectinasi e le cellulasi). Il silicio ostacola questo processo perché rende le pareti cellulari meno degradabili dagli enzimi fungini. Questo significa che anche se un fungo cerca di attaccare, non riesce facilmente a rompere le barriere difensive della pianta.
Il silicio, oltre a rafforzare le strutture cellulari, può migliorare la gestione dell’acqua all’interno della pianta. Una pianta meno stressata dall’acqua è meno vulnerabile agli attacchi fungini. Questo perché le condizioni di stress idrico favoriscono spesso l’insediamento di malattie fungine, come la peronospora o l’oidio, che prosperano in situazioni di debolezza delle piante.
Oltre al silicio, l’estratto di equiseto contiene sostanze come flavonoidi e acidi organici, che aiutano la pianta a potenziare le sue difese immunitarie.
DOSI:
Diluire 7 ml di prodotto per 1 litro d’acqua Flacone da 500 ml con tappo misurino.
MODALITÀ D’IMPIEGO:
Diluire il prodotto e bagnare uniformemente la superficie fogliare da proteggere.
Sono ammessi trattamenti dal risveglio vegetativo sino in prossimità della raccolta.
Per la bolla del pesco trattare in pre-fioritura e post-fioritura fino all’ingrossamento delle gemme. Ripetere altre applicazioni alla caduta delle foglie per ridurre il numero di spore svernanti e di conseguenza successive infezioni.